Il bel gesto di Formigoni
Il mondo della politica è sotto schiaffo e diventa sempre più difficile distinguere il grano dal loglio. Anche se le responsabilità penali sono sempre personali, il rischio è che si annacqui anche la differenza fra le Regioni”, ha detto ieri Mariastella Gelmini, commentando l’arresto con accuse ’ndranghetose di Domenico Zambetti, assessore regionale lombardo del Pdl. E chi siamo noi, per contraddirla? Leggi Un Pdl senza capo né coda traffica a vuoto sulla legge elettorale
11 AGO 20

Il mondo della politica è sotto schiaffo e diventa sempre più difficile distinguere il grano dal loglio. Anche se le responsabilità penali sono sempre personali, il rischio è che si annacqui anche la differenza fra le Regioni”, ha detto ieri Mariastella Gelmini, commentando l’arresto con accuse ’ndranghetose di Domenico Zambetti, assessore regionale lombardo del Pdl. E chi siamo noi, per contraddirla? E’ sacrosanto distinguere il grano dal loglio, e stupido liquidare i risultati della lunga stagione formigoniana con i contorni del malaffare. Ma siccome Gelmini, un tempo responsabile del partito in Lombardia, è un politico pragmatico e conosce il posto, ha anche aggiunto: “Certo, il numero degli indagati cresce e bisogna verificare se ci sono le condizioni per poter continuare”. Dubbio che invece ancora non ha sfiorato Roberto Formigoni.
La botta è pesante, un po’ disorientato il governatore ieri ha commentato: “O siamo di fronte a un clamoroso abbaglio oppure Zambetti mi ha tradito”. Però, così, Formigoni rischia di diventare il più clamoroso caso di governatore circondato (a sua insaputa) da una congrega criminogena. Zambetti è il quinto assessore arrestato, 14 sono i consiglieri indagati. Non va bene. A questo punto sarebbe forse meglio un bel gesto, pure un po’ cialtrone come quello della Polverini, un “li mando a casa io”. Soprattutto, è l’aria da totale fuori controllo che appare non più sostenibile. Tanto più in una situazione in cui le regioni, persino quelle virtuose fino a sentenza definitiva come la Lombardia, sono sotto la scure di un governo tecnico che ha deciso di mettere mano senza riguardi pure al Titolo V della Costituzione. O Formigoni controlla davvero la sua giunta e la sua maggioranza, ha un progetto politico di durata (compatibile con le decisioni che vengono prese a Roma) e magari un patto con la Lega anche per il futuro (lui non si ricandiderà, ma i suoi?). Oppure ha poco senso, anche a prescindere dall’estetica, resistere come a Fort Alamo in mezzo alle macerie e alla decimazione dei propri uomini per ogni ordine di reato.